Cosa si fa “agli scout”?

Cosa si fa “agli scout?”

È una delle domande più frequenti e logica vorrebbe che dovremmo avere elaborato una risposta semplice, essenziale ed efficace dettata dall’esperienza. Ma allora perché tutti gli scout abbiamo così tante difficoltà a raccontare cosa facciamo???

Chiunque abbia fatto un campo o un hike, per rispondere alla fatidica domanda, impiegherà non meno che una buona mezz’ora per rispondere e dopo ciò preciserà con aria candida: “ma questa è solo una premessa. Ora ti spiego”. Provare per credere!

Perché ci è così difficile raccontare cosa si faccia agli scout? Perché lo scoutismo non è un semplice contenitore di attività, ma uno stile di vita. E le avventure che si vivono sono così intense e gravide di aneddoti indimenticabili, che non è facile rispondere.

Sì, campeggiamo. Ma il campo è il banco di prova di un intero anno di preparazione. La tenda custodisce risate, momenti di sconforto, insicurezze, segreti che vi rimarranno sigillati per sempre. Appena fuori, l’angolo di Squadriglia con la cucina, il magazzino, il portale, l’altare, il tavolo, il forno. E ognuno di essi va sognato, ideato, progettato, realizzato e festeggiato.

Cuciniamo fuori, è vero. Ma per ogni pasto c’è la legna che finisce, il fuoco che non si accende, le pagliuzze bruciacchiate che cadono nell’acqua della pasta, la frittata che non si gira… Ogni giornata è scandita da orari ben precisi e da incarichi da assolvere, perché tutti siamo ben più che utili, indispensabili!

Andiamo per boschi cantando allegramente, ma sappiamo improvvisamente tacere per contemplare un tramonto, un uccello, lo stormire delle foglie. E in tutto sappiamo riconoscere la carezza di un Dio che ci ama teneramente.

Giochiamo rumorosamente, ma mai per perdere tempo. Ogni attività ha un suo messaggio o allena il nostro corpo per crescere forti e vigorosi.

Abbiamo la camicia piena di distintivi. E non sapete quanta fatica ci sia dietro ognuno di essi! Ma, una volta che riusciamo a conquistarli, ne siamo fierissimi. Impariamo tante abilità, che non teniamo mai per noi: la nostra forza è la condivisione, il “trapasso nozioni”.

Vedere le stelle, stare seduti intorno al fuoco? Sì, certo. Ma non potete immaginare che emozioni indimenticabili, le lacrime che solcano il viso, gli abbracci silenziosi ma eloquenti! Le cerimonie non sono parate militari, ma fotografie che rimarranno inalterate lungo l’arco della vita: la Promessa, i passaggi di Classe, l’hike, la missione di Squadriglia, l’impresa, la salita al Noviziato, l’ultima sera al bivacco, il Fuoco di Campo, la Corte d’Onore…

“Cosa si fa agli scout?”

Ci si forma caratterialmente imparando il rispetto per se stessi e per gli altri, si conosce e si rafforza il corpo con giochi impegnativi e divertenti, si imparano competenze manuali e si sviluppano le propensioni personali, si comprende l’importanza di servire il prossimo riconoscendovi il volto del Signore Gesù.