don Giovanni Minzoni

La figura storica di don Giovanni Minzoni ha sempre suscitato la mia curiosità sin quando, giovane studente oramai prossimo alla maturità, ho scoperto casualmente la sua vicenda personale e il grande coraggio che ne caratterizzò l’agire. Non che sia un personaggio figlio del Movimento Scout, ma morì proprio per la sua ostinazione nel volersi spendere a favore dei giovani.

Nato il 29 Giugno 1885 da una famiglia medioborghese, nel 1909 fu ordinato sacerdote e posto alla guida della parrocchia di Argenta. Sensibile alle tematiche sociali, nel 1916 partì volontario al fronte durante la Grande Guerra con il grado di tenente cappellano del 255° Fanteria. Fu durante la celeberrima Battaglia del Piave che meritò sul campo la Medaglia d’Argento al valore militare.

Tornato nella sua Argenta, aderì al Partito Popolare Italiano di don Sturzo e si prodigò molto creando cooperative sociali, doposcuola, una compagnia drammatica per le ragazze, un centro giovanile, facendosi accettare in una zona franca per i mazziniani repubblicani e dove regnava grande indifferenza nei confronti della Chiesa: la sua azione fu sempre schierata a favore dei braccianti e in netta opposizione ai proprietari, spesso complici e finanziatori del Fascismo. Solo così si può spiegare il fervore con cui coraggiosamente denunziò l’assassinio di Natale Gaiba, un sindacalista socialista suo amico, prima vittima del regime nel 1921.

Fermamente contrario alla violenza, alla mala fede, al servilismo, rifiutò di esporre il tricolore a sostegno della Marcia su Roma così come la nomina a cappellano della Milizia Fascista. E quando don Emilio Faggioli, Assistente Regionale e del gruppo A.S.C.I. Bologna 1, parroco di S. Giovanni in Monte, lanciò la proposta di creare gli scout ad Argenta, lo scontro con i fascisti fu inevitabile. Celeberrimo è l’episodio che ne segnò la condanna a morte: durante la visita di don Emilio Faggioli e il lancio della proposta scout, alle minacce del capo della sezione fascista, don Minzoni disse a gran voce: “finchè ad Argenta ci sarà don Giovanni, gli scout continueranno ad esistere”.

Don Giovanni Minzoni sarà vigliaccamente aggredito alle spalle e sonoramente bastonato: la morte lo coglierà pochi minuti dopo a causa delle gravissime ferite riportate. Nessuna giustizia gli venne resa negli anni immediatamente seguenti.

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