Il Palazzolo 1 al cinema: “Aquile Randagie – Il film”

Era da tempo che se ne aspettava l’uscita e tutto il popolatissimo mondo dello scoutismo italiano non vedeva l’ora di confrontarsi con una storia che in molti conoscono solo sommariamente.

“Hai sentito? Stanno realizzando un film sulle Aquile Randagie!”

Il progetto aveva preso le mosse anni fa ed aveva entusiasmato anche i capi del nostro gruppo, che avevano salutato la realizzazione del film con estremo interesse: forse è anche per merito suo che lo scrivente ha iniziato ad appassionarsi all’epopea degli scout che si opposero allo scioglimento dell’A.S.C.I. per mano fascista, iniziando a ricercarne le notizie; ha pensato che fosse una bella testimonianza da raccontare, sia per preservarne la memoria, sia per sottoporla ai ragazzi che sarebbero entrati nel gruppo Palazzolo A.1, come tutti alla costante ricerca di eroi da emulare.

Ma l’appetito, si sa, vien mangiando.

Con l’adesione del gruppo all’A.S.C.I. – ESPLORATORI E GUIDE D’ITALIA, è scattata una molla ulteriore: l’Associazione si richiama esplicitamente, nel suo Statuto, alla testimonianza delle Aquile Randagie e a tutti i Capi che ci hanno preceduto nel Grande Gioco dello Scoutismo. Ancora loro, Kelly, Baden, Volpe Azzurra e soci! Bastò la partecipazione al primo incontro nazionale, il Campo per Alte Squadriglie, ad accendere nei capi la voglia nel ricercare la vera essenza dello Scoutismo Italiano nei testi antichi: il costante richiamo alle avventure di Kim, alle Norme Direttive degli anni Cinquanta, a Baden Powell e al Girl Guiding ha stuzzicato la loro curiosità.

Arriviamo a Marzo 2019, quando al CapoGruppo è sorta l’idea di ospitare Emanuele Locatelli, curatore della pagina facebook “Fedeli e Ribelli” e divulgatore delle Aquile Randagie, a Palazzolo in occasione dell’ARTourSicilia, collocandosi in una delle sette tappe. La felicità di apprendere, qualche giorno dopo, che il relatore aveva accolto l’invito è stata davvero grande e non si sono lesinate energie per dare massima eco all’evento, essendo l’unica tappa della Sicilia Meridionale. E se si è avuto modo di raccontare la serata, la luce che le Aquile Randagie sono riuscite ad accendere nei cuori e negli occhi dei Lupetti e degli Esploratori presenti, ha suffragato i capi nel voler continuare ad occasionare dei momenti di approfondimento, come in occasione del Campo Nazionale del decennale di A.S.C.I. – Esploratori e Guide d’Italia intitolato “La Buona Traccia”.

Finalmente giunge il tanto agognato 30 Settembre: tutti i capi e gli adulti aggregati sono in prima linea, al cinema “Lumiere” di Ragusa, per vedere l’attesa pellicola, contribuendo con i fratelli scout di alcuni gruppi AGESCI a snodare una fila enorme. Ma la sorpresa è sempre in agguato. Quante probabilità c’erano, infatti, che tra gli spettatori vi fosse la nipote di Baden, figlia di Vittorio Ghetti? Invitata, ha anche avuto la cortesia di rivolgere qualche parola ai presenti: era evidente non solo la sua emozione, ma anche la profonda umiltà, quando ha tenuto a precisare come lei non abbia alcun merito nell’epopea delle Aquile Randagie, essendo solo una testimone indiretta di quanto il padre e lo zio vissero in prima persona. Il pensiero di chi scrive è stato solo uno: lo spirito delle A.R. vive ancora! Baden, infatti, scrisse: “Finita la guerra, le Aquile Randagie nulla chiesero, di nulla menarono vanto. Non ricercarono diplomi, medaglie, riconoscimenti. Considerammo tutto come dovere, come coerenza ad una Promessa che nessuna dittatura avrebbe potuto cancellare dal nostro spirito. Agimmo così, perché così dettò la nostra coscienza. Tenemmo accesa la tenue fiaccola, sotto le raffiche di terribili prove, consapevoli che il nostro rifiuto al fascismo era amore per la Patria, servizio ai fratelli, difesa della dignità umana, ma, venuta l’ora della resurrezione, la porgemmo ad altri, ai più giovani, perché la ponessero alta sul moggio, per illuminare i passi della gioventù d’Italia”.

All’uscita dal cinema, le emozioni erano le più diverse. Andrea, Cristina, Lidia e suo figlio, Pierpaolo e Salvatore, a tutti il film ha lasciato qualcosa: a chi delle domande, a chi un po’ di delusione per una pellicola che non ha soddisfatto le aspettative dal punto di vista storico e narrativo, a chi l’orgoglio di vedere fibbie e distintivi con il giglio che ancora portiamo sulle nostre uniformi e del quale proviamo ad essere all’altezza.

“Aquile Randagie – Il film” è una proposta che, in un modo o nell’altro, non lascia indifferenti. Non siamo critici cinematografici, ma solo scout. E da scout siamo fieri che le Aquile Randagie possano continuare ad ispirare le azioni nostre e di quelli che verranno dopo di noi: perché qualcuno, magari, rimarrà affascinato dalla storia e proseguirà ad indagare e a far uscire del tutto allo scoperto la storia di un gruppo di ragazzi, di adolescenti, che a rischio della vita vollero solo proseguire nel giocare il gioco.

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