“Pose la sua tenda in mezzo a noi”

Stiamo per entrare in un periodo molto importante: a scuola ci sono le vacanze, le chiese sono aperte fino a tardi, tutti sono affaccendati, si moltiplicano processioni e preparativi per la festa. Ti stai chiedendo cosa succede? Sì, siamo quasi a Pasqua. Ma quel “quasi”, che significa?

Domani, Giovedì Santo, entreremo in quello che con una parola difficile viene definito Sacro Triduo: sono i tre giorni della Passione e della Morte di Gesù, che iniziano con l’Ultima Cena, che ricorderemo domani, e che si concludono con la Sepoltura, il venerdì sera. Sono i momenti più importanti della nostra fede, sono quelli fondamentali per gioire il giorno di Pasqua, con la Resurrezione. Del resto, la Pasqua, senza la Croce, non avrebbe avuto senso!

Per sottolineare ciò, la liturgia in chiesa si fa particolare: ed esempio, venerdì e sabato non si celebreranno funerali né S. Messe, i paramenti sacri saranno tolti e gli altari saranno spogli; non si suoneranno le campane, ci sarà solo un grande silenzio. È il silenzio dell’uomo, che non capisce come Dio possa scegliere di farsi crocifiggere!

Quest’anno, come gruppo scout, ci è data una grande grazia: contempleremo la Santissima Eucarestia, Gesù vivo e presente, con un linguaggio più simile al nostro stile, alle nostre avventure. Sarà nostro compito, infatti, allestire l’Altare della Reposizione, quello che tradizionalmente chiamiamo “Sepolcro”.

Abbiamo pensato di scrivere questa nota, in modo da poter agevolare la comprensione di un lavoro semplice, ma dal grande valore simbolico.

Abbiamo immaginato Gesù e i suoi Apostoli come una Squadriglia al campo: hanno la loro tenda, il tavolo per cenare, il fuoco, l’antenna; c’è anche un magazzino per gli attrezzi, che forse non si vede, lì dietro…

Sono tutti seduti a tavola, stanno mangiando il banchetto pasquale: ciascuno ha il suo posto, il piatto della sua gavetta. Manca solo quello di Gesù, Pane di Salvezza e Cibo di Vita Eterna.

La tenda è aperta, vuota. Attenderà invano di ospitare la Squadriglia per la notte. Ma stavolta nessuno entrerà a riposare: il Maestro, il Capo, sta per essere arrestato e processato. Gesù sarà condotto, dopo la crocifissione, in un sepolcro, che è destinato a rimaner vuoto.

A sinistra, il Monte degli Ulivi attende il Signore per la preghiera al Padre. Gesù amava camminare e ritirarsi, prima di parlare in pubblico. E così, anche questa notte, chiede ai suoi amici di uscire dalla città, di fargli compagnia; la Squadriglia lo segue, si ferma accanto al fuoco, spento. E Gesù si allontana di pochi passi e ci insegna, ancora una volta, a pregare…

Per ascoltare quanto vorrà dirci Gesù Eucarestia, dopo la S. Messa “In Coena Domini” e la reposizione del Santissimo Sacramento, vivremo un momento di adorazione intorno alle ore 21:00. Ci faremo aiutare dal canto, dalla Madonna, da S. Giovanni, da S. Francesco. E dopo, ciascuno scriverà il suo messaggio al Signore. Infine, come Lui, cammineremo nelle strade per andarLo a trovare nelle altre chiese parrocchiali: sarà un segno, un simbolo modesto della volontà di farci guidare da Gesù nel buio della notte.

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