«L’ardente aspettativa della creazione è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio»

“L’ardente aspettativa della creazione è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio” è una frase della lettera che S. Paolo scrisse alla comunità cristiana di Roma (Rm 8,19) ed è la sintesi del messaggio che il papa ha indirizzato a tutti noi, in occasione della Quaresima che si apre proprio oggi (http://w2.vatican.va/content/francesco/it/messages/lent/documents/papa-francesco_20181004_messaggio-quaresima2019.html).
Dopo i bagordi del Carnevale, ora è il tempo per prepararci a celebrare la Pasqua di Gesù, il grande mistero della morte e resurrezione del Signore.

La Quaresima è un periodo di quaranta giorni che, dal Mercoledì delle Ceneri, trova il suo momento centrale nella Settimana Santa e, soprattutto, nel Venerdì della Passione. Perchè proprio quaranta giorni? E’ il tempo che Gesù passò nel deserto, a pregare, prima di iniziare la sua predicazione. E qui troviamo il primo grande insegnamento per vivere bene la Quaresima.

La preghiera. Impegniamoci a pregare di più, e meglio. Abbiamo anche la Preghiera del Lupetto, la Preghiera dell’Esploratore da recitare ogni giorno, certo. Ma perchè non provare a ritagliarci un attimo di tempo in più? E’ un incontro, quello della preghiera, nel quale noi parliamo con Lui ed Egli ci risponde. ChiediamoGli la capacità di ascoltarLo, che ci faccia sperimentare il bisogno del Suo amore. E, sta’ tranquillo, non si farà attendere.

Il venerdì, si sa, la mamma ci ricorda di non mangiare carne. Ma ti sei mai domandato il perchè? La Quaresima ci propone qualche piccola mortificazione, qualche piccolo sacrificio, soprattutto se orientato ad accogliere gli altri. Un tuo amico a scuola ha dimenticato la merenda? Nell’offrirgli un pezzo del tuo panino, dagli quello più grande: tu non morirai di fame, soprattutto perchè sarà il suo ringraziamento il tuo cibo. Non ci credi? Prova!

Il tempo di Quaresima è anche quello nel quale noi siamo chiamati a fare maggiormente la B.A., la Buona Azione. Ed ecco perchè ad Aprile, come già lo scorso anno, il gruppo A.S.C.I. Palazzolo A.1 sarà a fianco del Telefono Azzurro. L’elemosina non è un dare agli altri qualcosa in più, che a noi è superfluo; consiste, invece, nell’offrire quello che a noi è più caro. Solo così impariamo che il nostro vero tesoro è in cielo e che, essendo figli di Dio, possiamo contare sulla Sua Provvidenza.

Se faremo soprattutto queste tre cose, sperimenteremo la gioia di essere cristiani, di credere a Gesù che, morendo, risuscitò. Saremo speranza. Saremo gioia. E gli altri, lo vedranno. Anche il mondo. Quel mondo, quella creazione che aspetta “la rivelazione dei figli di Dio”, la nostra gioia, la nostra pace.

E’ questo l’augurio del papa e, concedetecelo, anche il nostro.
E’ un augurio che rivolgiamo a voi, ma anche a noi stessi.
E ora via, pronti a camminare insieme per questi quaranta giorni.

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