S. Giorgio, Patrono degli scout

Il 23 Aprile la Chiesa ricorda S. Giorgio martire. Il mondo scout è in festa per il suo santo Patrono.31143977_1603949182974906_7007116771215802368_n

Ma chi è questo santo, la cui vita è stata arricchita da tratti leggendari? Le notizie in nostro possesso sono molto incerte e, dunque, è difficile discernere ciò che è autentico dalle inevitabili iperboli successive.

Giorgio visse nel III secolo tra la Turchia e la Palestina: nacque probabilmente intorno all’anno 280 in Cappadocia dal persiano Geronzio e da Policronia, che lo educarono cristianamente, una scelta coraggiosa per tempi in cui i seguaci di Gesù venivano perseguitati.

 

Entrato nell’armata dell’imperatore, ne diventò capitano (tribuno) in virtù del suo coraggio e della sua perizia nelle armi. Tuttavia seguiva l’insegnamento di Gesù e, ogni qual volta poteva, distribuiva i suoi beni ai poveri.

Saputa la sua fede, l’imperatore gli impose di piegarsi davanti agli dèi pagani di Roma e a fare un sacrificio in onore del dio Apollo, ma egli rispose fiero: «Rispetto le tue leggi, ma non piego le ginocchia a terrene e false divinità». Infuriato, l’imperatore lo condannò a molti terribili supplizi e lo mise in carcere, dove Giorgio miracolosamente ebbe la visione del Signore Gesù che gli prediceva sette anni di tormenti, in cui sarebbe morto e risorto per tre volte, fino al martirio definitivo. Ed ecco il motivo per cui è spesso definito “megalomartire”, il “grande martire”.

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Non conosciamo i dettagli delle prove alle quali fu sottoposto e ciò che fece: avrebbe vinto il mago Atanasio; sarebbe stato tagliato in due con una ruota piena di chiodi e spade; avrebbe abbattuto con un soffio le statue di pietra degli dèi in un tempio; avrebbe convertito molte persone, tra cui la stessa imperatrice Alessandra. A tutti i supplizi sarebbe sopravvissuto.

 

Infuriato, l’imperatore lo condannò alla decapitazione: gli fu troncato il capo e cadde martire di Cristo il 23 aprile del 303. Nella notte precedente al martirio, gli sarebbe apparso in sogno Gesù il quale, ponendogli sul capo una corona, gli avrebbe detto: « Ah! Giorgio, tu sei degno di regnare con me in eterno ».

Come Santo Patrono, avevano scelto San Giorgio, perché era il solo Santo che fosse anche un cavaliere. Egli è il Santo Patrono della Cavalleria, ed è particolarmente onorato in Inghilterra.Adesso, san Giorgio è anche il Santo Patrono degli Scouts di tutto il mondo, e quindi tutti gli scouts dovrebbero conoscere la sua storia.

San Giorgio nacque in Cappadocia nell’anno del Signore 303. A diciassette anni si arruolò come soldato di cavalleria, e presto divenne famoso per il suo coraggio. Una volta giunse in una città chiamata Selem: vicino a questa città viveva un dragone, al quale si doveva dare ogni giorno in pasto uno degli abitanti, scelto a sorte.
Il giorno in cui giunse là san Giorgio, la sorte era caduta sulla figlia del re, Cleolinda. San Giorgio decise che ella non dovesse morire, e così uscì a combattere contro il dragone che viveva in una vicina palude, e lo uccise.

San Giorgio era il modello a cui dovrebbe ispirarsi ogni Scout. Quando si trovava di fronte a una difficoltà o ad un pericolo, per grande che fosse – anche sotto forma di dragone – egli non lo evitava, né lo temeva, ma lo affrontava con tutta la forza che poteva infondere in sé e nel suo cavallo. Malgrado non fosse armato adeguatamente per un tale scontro – aveva semplicemente una lancia – si slanciò sul suo avversario, fece del suo meglio, e alla fine riuscì a superare una difficoltà contro cui nessuno aveva osato cimentarsi.
Ed è proprio così che uno Scout dovrebbe fronteggiare le difficoltà e i pericoli, per grandi e spaventosi che possano sembrare, e malgrado che egli stesso possa esser mal equipaggiato per la lotta. Deve andar loro incontro arditamente e fiduciosamente, e usare tutte le sue migliori facoltà per cercare di superarli: e in questo modo è probabile che gli arrida il successo.

La festa di san Giorgio è il 23 aprile. In questo giorno, tutti i veri Scouts si
fanno un dovere speciale di meditare la Promessa e la Legge scout: ricordatevelo, al prossimo 23 aprile, e mandate un messaggio di saluto a tutti i fratelli scout nel mondo.

(Baden Powell, “Scautismo per ragazzi”)

B.-P. indica in S. Giorgio un modello da seguire e lo propose come patrono dell’intero Movimento Scout per il suo valore simbolico. Scrive infatti: “non è la persona del Santo in sé che mi permetto di raccomandare agli scouts, quanto i principi e le qualità che egli impersona e rappresenta. […] Ciò che conta è l’ispirazione che tale figura può dare, non la sua particolare nazionalità o appartenenza religiosa. Per i ragazzi – ed anche per gli adulti – il Santo lancia a ciascuno il suo grido di battaglia, per incitarlo per prepararsi nella sua armatura di Capacità, ad impugnare l’arma ma del Carattere, e servendosi di tutte le risorse a sua disposizione ad attaccare vigorosamente il Drago della Tentazione, o del Male, o della Difficoltà che gli si para di fronte, con cuore saldo e gioiosa fiducia.
Se l’atto ha lo scopo di aiutare gli altri, come è simboleggiato dalla principessa nella storia di S. Giorgio, allora ciascuno compie l’azione più nobile che vi sia, impiegando il suo coraggio e capacità non ad un fine egoista, ma nel sacrificio di sé al servizio del suo prossimo”. (Baden-Powell, in “Jamboree”, aprile 1922)san_giorgio_bp

 

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